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Imprese e diritti umani: la politica dello struzzo

Berna, 11 gennaio 2017

Respingendo l’iniziativa per multinazionali responsabili, il Consiglio federale perde l’occasione di affrontare seriamente le importanti sfide nell’ambito delle imprese e dei diritti umani. L’iniziativa per multinazionali responsabili chiede che le multinazionali svizzere rispettino i diritti umani e l’ambiente.

Nel suo Piano d’azione nazionale relativo alle imprese e ai diritti umani, pubblicato in dicembre 2016, il Consiglio federale sottolinea che: «Le imprese domiciliate e/o attive in Svizzera devono adempiere debitamente alle proprie responsabilità in materia di diritti umani». Tuttavia, il Piano d’azione nazionale non propone nessuna nuova misura vincolante per realizzare questo obiettivo. Oggi, il Consiglio federale respinge l’iniziativa per multinazionali responsabili dimostrando così di non essere pronto a passare dalle parole ai fatti e di seguire gli sviluppi internazionali.

Eppure, il consenso è chiaro sia a livello delle Nazioni Unite che dell’OCSE: le imprese devono passare a una gestione proattiva dei rischi concernenti i diritti umani e l’ambiente, applicando i processi di Dovuta Diligenza. L’iniziativa per multinazionali responsabili propone esattamente di ancorare questo strumento nella legge svizzera.

Al riguardo, i paesi vicini sono un passo avanti rispetto alla Svizzera. In effetti, la Francia sta per adottare una legge che prevede un obbligo di Dovuta Diligenza. Il governo italiano ha annunciato in dicembre di compiere dei chiarimenti giuridici al fine di introdurre un obbligo di Dovuta Diligenza. Da parte sua, la Germania verificherà a partire dal 2018 che almeno la metà delle grandi imprese abbia stabilito un processo di Dovuta Diligenza entro il 2020 e, se necessario, prenderà in considerazione l’applicazione di misure giuridiche.

Le conseguenze della politica attuale del Consiglio federale non sono gravi solamente per le vittime di violazioni dei diritti umani commesse da multinazionali svizzere. Lo sono anche per le numerose imprese che già ora mettono l’accento su principi etici e di sostenibilità nelle loro attività. Esigenze vincolanti da parte della Confederazione sarebbero positive per queste società perché permetterebbero di stabilire le stesse condizioni per tutte le imprese.

La questione fondamentale del quadro giuridico nel quale le multinazionali svizzere dovrebbero operare diventa sempre più urgente. La coalizione dell’iniziativa per multinazionali responsabili, formata da 80 organizzazioni della società civile svizzera, seguirà da vicino attentamente il dibattito parlamentare e si prepara alla campagna di votazione. La tematica suscita un vivo interesse in seno al Parlamento. In fatti, in seguito all’adozione lo scorso dicembre del Piano d’azione nazionale relativo alle imprese e ai diritti umani, sono state depositate cinque interpellanze su questo tema.

Anche la popolazione svizzera si preoccupa di questa problematica, come dimostrato da un sondaggio di opinione rappresentativo effettuato nel giugno 2016. Questo sondaggio rivelava che il 90% degli interpellati vuole che le multinazionali svizzere siano tenute a rispettare i diritti umani e l’ambiente anche all’estero.

L’iniziativa per multinazionali responsabili offre l’opportunità al Parlamento e alla popolazione di porre rimedio all’immobilità del Consiglio federale e di fare un passo nella direzione di un’economia svizzera sostenibile, equa e proiettata verso il futuro.

Ulteriori informazioni qui o presso:

Béatrix Niser, coordinatrice romanda dell’iniziativa multinazionali responsabili: 078 659 14 03

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