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La richiesta di Public Eye al Consiglio federale: utilizzare la licenza obbligatoria per combattere i prezzi esorbitanti dei farmaci

Losanna/Zurigo, 22 maggio 2018

Il problema dell’accesso ai farmaci non tocca più solo i paesi in via di sviluppo e emergenti. L’aumento esorbitante dei prezzi delle cure mediche, e in particolare dei trattamenti antitumorali, mette in difficoltà persino il sistema sanitario svizzero. Gli strumenti per reagire esistono: con l’emissione di una licenza obbligatoria, il Consiglio federale potrebbe autorizzare la commercializzazione di un prodotto generico, e più economico, anche per i farmaci brevettati. Public Eye, insieme alla Lega svizzera contro il cancro, invita i consiglieri federali Berset e Schneider-Ammann ad agire, definendo una linea politica sia nazionale che internazionale in favore dell’accesso ai farmaci, e facendo ricorso alla licenza obbligatoria quando necessario.

In Svizzera come all’estero, l’accesso alle cure mediche non può essere una questione di soldi: Public Eye lancia oggi la nuova grande campagna «Per farmaci accessibili», e riunisce a Ginevra un gruppo di esperti di fama sia svizzera che internazionale per discutere della problematica. I brevetti sono uno dei principali fattori che contribuiscono all’impennata dei prezzi dei farmaci. Le case farmaceutiche, grazie al monopolio e all’esclusiva di mercato di cui godono, hanno pressoché carta bianca nel fissare i prezzi. I meccanismi di controllo a livello nazionale sono insufficienti. Eppure, come delineato da Public Eye nel rapporto «Protect patients, not patents (PDF, 6.2 MB)», esiste uno strumento efficace per frenare questa pericolosa tendenza: il Consiglio federale può, attraverso la licenza obbligatoria, ristabilire un equilibrio fra gli interessi di un’industria altamente redditizia e le necessità della salute pubblica.

La licenza obbligatoria è uno strumento previsto dal diritto internazionale dei brevetti (accordi ADPIC) che consente agli Stati membri dell’OMC di autorizzare un terzo (per esempio un produttore di farmaci generici) a produrre e a commercializzare un prodotto simile a uno esistente anche quando questo è protetto da un brevetto. Nei fatti, quando un paese in via di sviluppo o emergente sceglie di fare ricorso alla licenza obbligatoria per garantire alla propria popolazione accesso a un farmaco vitale, le case farmaceutiche e gli Stati in cui esse hanno sede spesso esercitano forti pressioni per evitare che ciò accada. In Colombia e in Thailandia, le autorità svizzere hanno fiancheggiato i giganti basilesi nel loro lobbying aggressivo contro l’emissione di licenze obbligatorie.

L’eccessiva protezione dei brevetti, in cui la Svizzera è coinvolta a livello internazionale, finisce anche per recare danno ai pazienti nel nostro paese, come recentemente dimostrato dal caso dell’epatite C. Di fronte a un trattamento all’avanguardia, ma estremamente costoso, le autorità hanno infatti scelto di limitare l’accesso, garantendo la cura solo ai casi più gravi. Gli antitumorali sono particolarmente colpiti dall’inflazione dei prezzi, con un costo che ormai spesso supera i 100’000 franchi all’anno per paziente. Nel 2016, su cinque franchi spesi per la LAMal, oltre un franco era destinato ai farmaci – e il rapporto aumenta ogni anno. Se la situazione non cambia, i casi in cui l’accesso alle cure viene ristretto aumenteranno, e numerosi pazienti si vedranno negare il trattamento che meglio risponderebbe alle loro necessità.

Con un appello collettivo, Public Eye invita il Consiglio federale a riconoscere in maniera inequivocabile la legalità, la legittimità e l’efficacia della licenza obbligatoria, e a utilizzarla quando il diritto di tutti di avere accesso a un trattamento viene messo a rischio. Fare ricorso alla licenza obbligatoria nel paese delle case farmaceutiche permetterebbe non soltanto di assicurare la continuità del sistema sanitario svizzero, ma anche di trasmettere un chiaro messaggio a livello internazionale, incoraggiando altri Stati a seguire la stessa via. Un’azione che aprirebbe, per milioni di persone, la strada verso l’accesso ai farmaci vitali.

Maggiori informazioni presso:
Patrick Durisch, responsabile per la salute, 021 620 03 06, patrick.durisch[at]publiceye.ch
Géraldine Viret, responsabile per i media, 021 620 03 05, geraldine.viret[at]publiceye.ch

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