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Un pesticida prodotto in Svizzera da Syngenta implicato in un’ondata di intossicazioni in India

Losanna/Zurigo, 18 settembre 2018

Nel distretto di Yavatmal, circa 800 lavoratori agricoli sono rimasti avvelenati mentre spargevano pesticidi sui campi di cotone tra luglio e ottobre 2017. Più di venti fra loro sono morti. Public Eye rivela che tra i prodotti incriminati figura il Polo, prodotto a Monthey da Syngenta. Il colosso agrochimico esporta questo insetticida verso i paesi del Sud, nonostante in Svizzera sia stato vietato dal 2009 a causa dei suoi effetti nocivi sulla salute e sull’ambiente. Le autorità devono vietare queste esportazioni tossiche, come richiesto da una mozione che sarà presto discussa in Parlamento.

Lo scorso luglio Public Eye si è recata nello stato del Maharashtra per incontrare i sopravvissuti e le famiglie vittime dell’ondata di intossicazioni che ha colpito questa regione dell’India centrale l’anno scorso. Le testimonianze sono agghiaccianti: centinaia di agricoltori hanno dovuto essere ricoverati in ospedale dopo aver sparso vari pesticidi in grandi quantità. Molti di loro hanno temporaneamente perso la vista. Nel solo distretto di Yavatmal più di 20 uomini sono morti in maniera atroce, più di cinquanta in totale nell’area di Vidarbha. I sopravvissuti spesso soffrono ancora gravemente dei postumi.

 

Tra i principali prodotti chiamati in causa dalle autorità e dagli agricoltori indiani c’è l’insetticida Polo. Dietro questo nome simpatico si nasconde il diafentiuron, uno dei 40 pesticidi di Syngenta classificati come “estremamente pericolosi” dall’International Pesticide Action Network. Secondo l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, il diafentiuron è “tossico se inalato” e può “causare danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta”. È vietato in Svizzera e nell’Unione europea a causa dei suoi effetti nocivi sulla salute e sull’ambiente. Nell’ottobre 2017, il Ministro dell’Agricoltura dello Stato di Maharashtra ha annunciato l’avvio di un’inchiesta contro Syngenta per “omicidio intenzionale”. Syngenta ha dichiarato alla stampa indiana che il suo insetticida non è stato la causa dell’avvelenamento.

I documenti ai quali Public Eye ha potuto accedere ai sensi della legge sulla trasparenza mostrano che il diafentiuron viene prodotto a Monthey e poi esportato verso i paesi del Sud. Nel 2017 sono state esportate dalla Svizzera 126,5 tonnellate, di cui 75 tonnellate in India. “Esporre la popolazione di altri paesi a tossine che si sono rivelate causa di seri problemi di salute e persino di morte è una violazione dei diritti umani”, hanno denunciato i Relatori speciali delle Nazioni Unite in un rapporto al Consiglio per i diritti umani. Le autorità elvetiche devono porre fine a questa politica di due pesi e due misure e “vietare l’esportazione di pesticidi vietati in Svizzera a causa dei loro effetti sulla salute dell’essere umano o sull’ambiente”, come rivendica una mozione presentata dalla Consigliera nazionale Lisa Mazzone (Verdi/GE) co-firmata da 41 parlamentari di tutte le formazioni politiche che dovrebbe essere discussa entro il 2019.

Imponendo l’obbligo di diligenza alle società con sede in Svizzera in termini di diritti umani e ambiente, l’iniziativa per multinazionali responsabili permetterebbe anche di prevenire tragedie simili. Syngenta sarebbe infatti obbligata per legge a identificare i rischi associati ai suoi pericolosi pesticidi e ad adottare misure per porvi rimedio. A Yavatmal un’analisi seria non potrebbe che giungere a una sola conclusione: prodotti pericolosi come il Polo non possono essere utilizzati in condizioni di sicurezza. Gli agricoltori che vivono in condizioni di estrema povertà non hanno accesso a dispositivi di protezione adeguati e non sono sufficientemente consapevoli dei pericoli, come mostra il nostro servizio. Gli impegni assunti dall’industria su base puramente volontaria non permettono di offrire loro alcuna protezione. In un contesto simile i pesticidi estremamente pericolosi dovrebbero essere ritirati dal mercato. Nuovi casi di intossicazione si sono verificati nel 2018 nello stato di Maharashtra.

Per maggiori informazioni e per il nostro servizio cliccare qui o contattare:
Géraldine Viret, responsabile media, +41 (0) 21 620 03 05, geraldine.viret[at]publiceye.ch
Laurent Gaberell, responsabile agricoltura e biodiversità, 021 620 06 15, laurent.gaberell@publiceye.ch 

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